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Medici Anaao, ‘grave errore l’autonomia differenziata, a rischio unità del Ssn’

di Redazione Medicina Oggi
20/02/2026
in Primo Piano, Salute, medicina e benessere
Tempo di lettura: 2 minuti
Medici Anaao, ‘grave errore l’autonomia differenziata, a rischio unità del Ssn’

“E’ un grave errore l’autonomia differenziata di Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto: a rischio l’unità del Servizio Sanitario Nazionale”. Lo afferma in una nota Pierino Di Silverio, segretario nazionale del sindacati dei medici ospedalieri Anaao Assomed, sottolineando che “con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dei percorsi di autonomia differenziata allargata all’ambito sanitario è stata scritta un’altra pagina buia nel libro nero della sanità italiana. Una scelta profondamente sbagliata e pericolosa per il futuro del Ssn”. Per questo, Di Silverio chiede un “incontro urgente alla Conferenza delle Regioni, luogo in cui ci auguriamo si possa discutere sui rischi”.     “La sanità pubblica italiana – prosegue Di Silverio – si fonda su un principio costituzionale imprescindibile: garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza, il diritto universale e uniforme alla tutela della salute.     L’introduzione di ulteriori forme di autonomia regionale rischia invece di ampliare le disuguaglianze territoriali già oggi evidenti, creando un sistema sanitario sempre più frammentato e diseguale. Le Regioni promotrici giustificano tale scelta con l’obiettivo di migliorare efficienza e qualità dei servizi.     Tuttavia, l’esperienza degli ultimi anni dimostra che una maggiore autonomia, in assenza di un solido sistema di perequazione e di garanzie uniformi sui livelli essenziali di assistenza, finisce per rafforzare i divari esistenti tra territori, penalizzando soprattutto le aree più fragili”. Il rischio concreto, paventa, è quello di una “sanità a più velocità”, in cui il diritto alla cura dipende dal codice di avviamento postale. Ed ancora: “Preoccupano inoltre le possibili ricadute sul personale sanitario, già oggi sottoposto a forti pressioni. Differenziazioni regionali su contratti, organizzazione del lavoro e politiche retributive potrebbero innescare una competizione tra sistemi sanitari regionali, aggravando la carenza di professionisti nelle aree meno attrattive”. Infine, “spunta la possibilità, qualora ci siano avanzi economici, di ‘smistare’ le risorse dalla sanità ad altro in netta contraddizione con le richieste che provengono dalle stesse regioni di ulteriori fondi per la sanità”. La sanità, conclude, “deve restare un pilastro unitario della Repubblica, non un terreno di divisione, e non può continuare a essere strumento di contrapposizione ideologica”.   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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