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Da Ranucci ad Al Bano, da Vaia a monsignor Paglia: a Roma la mobilitazione dell’Uap contro le tariffe al ribasso

di Redazione Medicina Oggi
15/03/2026
in Primo Piano, Salute, medicina e benessere
Tempo di lettura: 4 minuti
Da Ranucci ad Al Bano, da Vaia a monsignor Paglia: a Roma la mobilitazione dell’Uap contro le tariffe al ribasso

“Non è una giornata politica ma per la salute dei cittadini, vogliamo regole uguali per tutti”. Così all’Adnkronos Salute Mariastella Giorlandino, presidente Uap (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti, ospedalità privata) nell’aprire oggi a Roma la mobilitazione dei laboratori e cliniche private convenzionate al teatro Brancaccio di Roma. “La sanità non è una economia di scala, noi chiediamo giusti rimborsi” per le tariffe di esami e visite svolte nelle strutture private convenzionate con il Ssn “e al ministero della Salute ricordiamo di fare presto la modifica delle tariffe, indicata dal Tae, e già tagliate del 70%”, ha evidenziato la presidente Giorlandino.

“Il cittadino italiano ha il diritto di essere curato nel modo migliore – ha rimarcato Giorlandino – Serve una sanità sul territorio capillare con strutture a norma, organizzate e con professionalità. Per farlo servono fondi giusti. Occorre un sistema che guardi al Sud e fermi la mobilità sanitaria”. La seconda criticità sottolineante dall’Uap riguarda la farmacia dei servizi, che oggi possono fare in deroga alcune prestazioni diagnostiche, “se la prestazione è la stessa, è legittimo chiedersi perché le regole non lo siano. Nel Ssn devono valere gli stessi diritti per i cittadini e gli stessi doveri per chi eroga prestazioni sanitarie”, conclude la presidente Uap.
L’iniziativa, moderata dal giornalista Alessandro Cecchi Paone, nasce come “mobilitazione civile a difesa del Servizio sanitario nazionale e per richiamare l’attenzione su alcune criticità che rischiano di indebolirne l’equilibrio”, spiega Uap. Sono “tre i nodi al centro della riflessione: tariffe del nomenclatore nazionale inferiori ai costi reali delle prestazioni; regole diverse per prestazioni sanitarie identiche nella cosiddetta farmacia dei servizi; riordino della rete dei laboratori e concentrazione dell’offerta sanitaria che rischiano di ridurre la sanità di prossimità”.

All’assemblea dell’Uap, (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti, ospedalità privata), a Roma è intervenuto al telefono come ‘guest star’ non annunciata il giornalista e conduttore di ‘Report’, Sigfrido Ranucci. “La sanità nel nostro Paese è a pezzi, gli ospedali sono fatiscenti e i reparti che vengono chiusi per mancanza di personale e tutto questo mentre le liste d’attesa si allungano. Questa è la fotografia di 30 anni di tagli alla sanità che hanno lasciato un segno indelebile. La politica ha liberato risorse dal Ssn per trasferirle al privato puro. Purtroppo – ha aggiunto – ora ci si aggrappa al salvataggio del Pnrr ma dubito che possa salvare il Ssn, non basterà potenziare la medicina del territorio con le Case di comunità per garantire il diritto alla salute cancito dalla Costituzione”.

Ranucci ha poi annunciato che ‘Report’ tornerà ad occuparsi di sanità. “Alcune realtà private anche eclantanti hanno ulizzato i soldi del Fondo sanitario pubblico come un bancomat per portare soldi all’estero”, e poi altro tema che sarà affrontato dalle inchieste del team di ‘Report’ è la formazione, “si è abbassata la qualità” e sul tema “abbiamo intervistato medici e esperti di sanità in tutto il mondo: con l’apertura del numero legale” a Medicina “abbiamo documentato come una qualsiasi persona può superare gli esami di Medicina creando dei danni anche ai pazienti”.

Il primo intervento, durante l’evento al Brancaccio, è stato di monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito Pontificia Accademia per la Vita: “La salute è un bene primario per tutti, nessuno escluso e difendere il Ssn è un dovere primario. La battaglia dell’Uap va sostenuta e se c’è bisogno di gridare facciamolo insieme. Anche da parte dei milioni di anziani scartati dalla società, nel 2026. C’è bisogno che tutta la società, a partire dalla politica, faccia crescere la coscienza che il bene della salute è importante per tutti”.

Ospite con un videomessaggio registrato il cantante Al Bano. “Amo l’Italia e desiderio un Paese che lieviti e cresca. Il settore più importante per l’umanità è quello sanitario, perché è una certezza nel bisogno e una sicurezza per noi. Il Ssn va difeso e la salute non deve essere un privilegio, la sanità è un bene prezioso. Quindi è giusto richiamare l’attenzione sui fattori che indeboliscono il Ssn e in questo caso le tariffe, che non permettono di lavorare in serenità. Il Ssn deve rimanere forte e vicino a chi soffre”.

Altro ospite che è intervenuto con un videomessaggio è stato Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi componente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità: “I cittadini sentono come profondamente odiose le liste d’attesa. C’è un problema rete territoriale, di rete ambulatoriale e di prossimità. C’è la necessità di integrazione pubblico-privato perché il cittadino deve essere aiutato dove vive. Una buona sanità deve essere di qualità ma anche accessibile. C’è bisogno di coraggio, di rivedere il sistema: dalle regole, dai decreti e dalle tariffe. Ma tutto deve essere in funzione delle persone”.

Anche Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale italiana dei medici chirurghi e odontoiatri) ha mandato un suo videomessaggio: “La manifestazione Uap a Roma “è un evento importante perché sottolinea l’importanza del Ssn e la vocazione universalistica dove voi svolgete un ruolo essenziale e di questo ringrazio gli operatori, i medici sopratutto, perché garantite la qualità, le competenze e la professionalità. Chi lavora nelle strutture accreditate deve essere orgoglioso del lavoro che fa perché rafforza l’obiettivo della tutela della salute garantito dalla Costituzione”.

“Dopo il Covid ci aspettavamo investimenti nella sanità e nei professionisti. Le risorse però non sembrano oggi sufficienti per investire nel Ssn, che ci permette di stare tranquilli dal punto di vista dell’assistenza. Perché in altri paesi c’è chi ha dovuto vendere casa per pagare la terapia intensiva durante il Covid. Oggi si sta puntando sulla medicina di prossimità ma c’è un problema con le liste d’attesa. Come si risolve? Cercando i prescrittori per le Case di comunità, ma io ho già firmato 1093 permessi a medici iscritti all’Ordine per lavorare all’estero. Quindi il futuro del Ssn, della nostra salute, dipende da quanti professionisti rimarranno in Italia. Rischiamo di avere strutture senza medici”. Così Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma e provincia, nel suo intervento.

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