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Dall’Arfid all’ortoressia, ecco i nuovi disturbi dell’alimentazione

di Redazione Medicina Oggi
11/02/2026
in Primo Piano, Salute, medicina e benessere
Tempo di lettura: 2 minuti
Dall’Arfid all’ortoressia, ecco i nuovi disturbi dell’alimentazione

Ci sono “nuove declinazioni” dei
Disturbi del comportamento alimentare tra i circa 3 milioni che
ne soffrono in Italia. A dirlo è la psichiatra Laura Dalla
Ragione. Che ne parla in vista della giornata mondiale dedicata
a questo fenomeno.
   
Tra le forme di disturbo viene indicata l’Arfid, una
“nuovissima” declinazione di disordine alimentare, cioé
l’Avoidant restrictive food intake disorder, ancora poco
conosciuta. Chi è colpito mangia una gamma molto ristretta di
cibi – spiega Dalla Ragione – e il disturbo può manifestarsi a
tutte le età, ma è più frequente nell’infanzia e
nell’adolescenza, e riguarda per il 60% i maschi e per il 40% le
femmine. Ci sono poi la diabulimia che colpisce pazienti con
diabete di tipo uno che usano l’insulina come metodi di
controllo del peso; l’ortoressia, ossessione del mangiare sano
“molto diffusa nelle palestre”; la bigoressia, ossessione della
massa muscolare che colpisce soprattutto i maschi; il disturbo
da alimentazione incontrollata (binge eating disorder)
caratterizzato da grandi abbuffate (dalle 3.000 alle 30.000
calorie in meno di due ore) senza metodi di controllo;
sovrapposizioni tra anoressia e disturbi dello spettro autistico
(nel 30% dei casi); alta percentuale di pazienti soprattutto
adolescenti con disturbi alimentari con autolesionismo.
   
Dalla Ragione ha comunque spiegato che in Italia i centri
per i Dna, secondo il censimento della Mappa Dca dell’ Istituto
superiore di Sanità, sono 150, 120 del Servizio sanitario
nazionale e 30 del privato accreditato, 78 al nord, 31 al centro
e 41 tra sud e isole.
   
“In Italia solo nel 2025 – ha detto la psichiatra – i
decessi per malattie legate ai disturbi dell’alimentazione sono
stati 3.563, la prima causa di morte tra gli adolescenti dopo
gli incidenti stradali. Le cause sono collegate alle complicanze
mediche e all’alto tasso di suicidio. I dati sulla mortalità
sono in aumento, ma molto disomogenei sul territorio: si muore
di più nelle regioni dove non ci sono strutture specializzate.
   
La rete degli ambulatori multidisciplinari in Italia ,ha
costituito un importante passo in avanti nel percorso di cura
dei pazienti, ma è ancora presente in modo troppo disomogeneo
sul territorio italiano”.
   
Per Dalla Ragione, autrice insieme a Raffaela Vanzetta di
“Social fame. Adolescenza, social media e disturbi alimentari”
(Il pensiero scientifico editore) “chi lavora nel campo dei
disturbi alimentari si è trovato negli ultimi anni a dover
combattere contro un potentissimo fattore di diffusione del
disturbo: i social media. “Oggi – sostiene – i canali attraverso
cui ragazzi e ragazze possono attingere a informazioni riguardo
a metodi pericolosi per perdere peso sono moltiplicati a
dismisura. E non solo: sono a portata di tutti App per il
conteggio calorico o il dispendio energetico, e anche il
semplice utilizzo dei social media ha un’influenza
sull’autostima e contribuisce a cambiare l’immagine corporea di
chi ne fa uso, determinando un aumento di sintomi depressivi,
l’interiorizzazione di ideali di magrezza, pratiche di
monitoraggio del corpo”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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